24.08.07
Colonna e Colonnetta: il ritorno!

 

Visto il rinnovato interesse sorto per le due colonne del nostro paesino, colgo l’occasione per soddisfare i più curiosi e fare un po’ il punto della situazione. Partiamo dal principio: nel 6000 a.C. ... no, scherzo!... Vi risparmio qualche millennio e arrivo subito al 1725, questo concedetemelo, sarò breve :-)

 

Dicevo, tanto ormai lo sanno tutti, appunto, che nel 1725, in occasione della venuta di papa Benedetto XIII per la benedizione della appena terminata Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione, Francesco Maria Ruspoli, principe di Vignanello e fondatore della stessa chiesa, fece realizzare all’ingresso del paese, nei pressi del confine con Vallerano, una colonna commemorativa dell’evento, con un basamento quadrangolare sovrastato dai monti all’italiana e dai tralci d’uva riproducenti lo stemma della famiglia Ruspoli. Nella prima metà del ‘900 questo importante monumento è rimasto racchiuso all’interno del giardino compreso attualmente fra due ville costruite proprio nei pressi del bivio di Vallerano.

 

L’Amministrazione Comunale di Vignanello (le voci sono di corridoio, ma mi sono state recentissimamente confermate dal sindaco in persona) ha intenzione di rendere di nuovo visibile la Colonnetta , questo è il nome con cui i vignanellesi chiamano il monumento, nome che si è esteso nel tempo fino ad indicare tutta l’area sommitale del colle del Molesino.

 

Ma dove la mettiamo?

 

Ecco la soluzione. Dovendosi realizzare una rotatoria all’interno del bivio fra Vignanello e Vallerano si è pensato di posizionare il monumento, opportunamente protetto da una teca, al centro della stessa. In questo modo, la Colonnetta , potrà tornare ad essere visibile, se non proprio nel luogo in cui sorgeva originariamente, comunque nelle immediate vicinanze, conservando la sua collocazione di confine, all’ingresso del viale alberato di Vignanello.

 

Permettetemi ora di andare (ma solo apparentemente) fuori tema...

 

Il viale in questione è attualmente chiamato Via Vignola ed arriva fino a Piazza Attilio Proietti, di fronte alla porta di ingresso al nucleo settecentesco di Vignanello, anche detta Arco del Vignola.

Questo nome deriva da una dubbia (per non dire infondata, ma io direi proprio infondata) attribuzione di progettazione della porta stessa all’architetto Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573), vissuto in realtà più di un secolo prima della costruzione della stessa (l’arco è datato 1692).

Da un vecchio progetto visionabile nell’archivio comunale risulta che in una prima fase, tutto il viale, dall’arco alla Colonnetta, doveva chiamarsi: Corso Francesco Maria Ruspoli. Non è da escludere che questa denominazione fosse stata richiesta dallo stesso principe Alessandro Ruspoli all’inizio del ‘900, nel momento in cui concesse l’edificazione del colle del Molesino, allora ancora di proprietà della sua famiglia.

O forse voleva essere un omaggio da parte dell’amministrazione comunale di allora, per ringraziare il Principe del dono fatto a tutta la popolazione vignanellese... Ignoro come mai successivamente si sia scelto di intitolarlo al Vignola.

 

Credo che sarebbe veramente interessante se il viale alberato, dall’arco alla Colonnetta, potesse riavere questa intitolazione (Corso Principe Francesco Maria Ruspoli), così da fare da collegamento fra i due monumenti settecenteschi, commemorando sia l’opera del principe che nel ‘700 fece realizzare la Colonnetta (ed il viale stesso) per la venuta del papa, sia il dono del principe, suo discendente, che nel ‘900 ha ceduto tutto il colle del Molesino alla popolazione di Vignanello.
D'altronde, perchè lasciare intitolato un viale intero ad un personaggio, il Vignola, che con l'arco non avrebbe nulla a che fare?

 

...e concedetemi pure quest’altra follia...

 

All’interno di questa sorta di rievocazione della Vignanello del ‘700 non dovrebbe mancare la ricollocazione di un’altra famosa colonna, che dava il nome ad una piazza del centro storico. L’antica Colonna della giustizia, attualmente conservata all’interno del parco attiguo al giardino all’italiana del Castello Ruspoli. Si trovava originariamente al centro dell’attuale piazza Gramsci (ancora detta ‘a colonna, dai più anziani) e risale all’incirca alla stessa epoca della Colonnetta del molesino, essendo stata realizzata nel complesso delle opere di risistemazione del centro abitato compiute sempre da Francesco Maria Ruspoli quando costruì la chiesa collegiata. La Colonna della giustizia era posta di fronte al nuovo palazzo delle guardie, che andava a sostituire l’antico palazzo del bargello, posto in piazza, e le prigioni vecchie, ancora ricordate dall’omonima via.

 

Con la ricollocazione della Colonnetta e della Colonna della giustizia e con la dedica del viale alberato al Principe Francesco Maria Ruspoli, il centro Vignanello riacquisterebbe due suoi importanti beni storici ed artistici, l’amministrazione commemorerebbe adeguatamente l’opera compiuta dal principe Ruspoli nel ‘700 e dal suo successore nel ‘900 e al contempo la famiglia Ruspoli stessa vedrebbe attestata nelle opere d’arte e nel viale la testimonianza storica della sua secolare presenza sul suolo vignanellese, nel suo periodo di maggior splendore e magnificenza.

 

Vincenzo

foto e cartoline per gentile concessione dell'ass. I Connutti