22.01.08
Lo stato laico
di Romano Salvatori

Buongiorno redazione,
Lo stato laico fa bene alla religione. 
Capire bene la vicenda della mancata presenza del Papa alla Sapienza Ŕ fondamentale per uno Stato che si dice laico e democratico. Sarebbe bene ricostruire la vicenda, partire dai fatti che molto spesso fanno da contorno e che rappresentano, invece la "ciccia". Il Rettore dell'UniversitÓ la Sapienza di Roma invita il Papa a relazionare durante la cerimonia dell'apertura dell'anno accademico. Alcuni professori dell'ateneo (per la precisione 67, ossia l'1% dei professori), scienziati, scrivono al Rettore di revocare l'invito in quanto le posizione del Papa sulla scienza sono ritenute, quantomeno, stravaganti ed essendo l'UniversitÓ un luogo dove la scienza dovrebbe imperare, vedono un'inconguenza non da poco. 

Ne nasce una polemica alimentata dai media con la conclusione che il Papa rinuncia ad andare. Si inizia a dire che Ŕ stato impedito al Papa il diritto di parlare e questa Ŕ una grande fesseria: il Papa ha rinunciato perchŔ, forse, temeva le contestazioni degli studenti, tra l'altro esterne all'aula in cui si sarebbe tenuto il suo discorso, non perchŔ il Rettore ha ritirato l'invito. Temeva, forse che quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo. Pu˛ anche essere che qualcuno della Curia vaticana abbia pensato di far passare il Papa per un moderno martire dello Stato laico. Tutto pu˛ essere, ma non che qualcuno abbia tappato la bocca al Pontefice.

La democrazia prevede che tutti abbiamo il diritto di esprimere le proprie opinioni all'interno di regole ben precise: ce l'ha il Papa e ce l'hanno coloro che contestano il Papa. Se passa il principio che qualcuno non possa essere contestato, sarebbe la fine della democrazia e l'inizio di un incubo. Inoltre, uno stato laico Ŕ un bene per tutte le religioni, perchŔ deve pretendere che ognuno possa professare liberamente la propria fede. I ministri delle varie fedi devono, per˛, indicare i precetti della loro
religione per i loro confratelli e non pretendere di estenderli anche a coloro che non ne fanno parte. 

Se il Papa Ŕ contro il divorzio dovrebbe dire che i cattolici apostolici romani non devono ricorrere a questa pratica, ma non pu˛ pretendere che questa sua posizione diventi legge di uno Stato. Questo Ŕ "il principio" basilare per una convivenza di fedi, di agnostici, di atei e di confusi. Se viene meno questo principio ci mangiamo cinque secoli di storia del mondo occidentale, si ritornerebbe alle guerre tra le religioni e tra il Papato e l'Impero. Ne abbiamo proprio bisogno?

Il mio personale pensiero sulla vicenda Ŕ che non avrei contestato la visita, anzi, anche per i professori contestatori sarebbe stata l'occasione per ribadire, davanti al Papa in persona, le loro convinzioni sul rapporto tra scienza e fede.

Romano Salvatori